Scavi Archeologici

Impatto Sociale Scavi Archeologici


Per l’anno 2025 sono state avviate nuove indagini non invasive nei comuni di Apice, Calvi (BN; con Concessione ministeriale MIC|MIC_SABAP-CE_UO11|02/09/2025|0020209-P) e Mirabella Eclano (AV; MIC|MIC_SABAP-SA|29/09/2025|0023540-P), volte al riconoscimento di dinamiche e modelli insediativi nei territori lungo la Via Appia antica. L'acquisizione di nuovi dati ha riguardato l'area del Ponte Rotto sul fiume Calore dove la Tabula Peutingeriana pone una statio, denominata Calor flumen.

Sono state realizzate ricognizioni di superficie a carattere infrasito ed extrasito, studio geomorfologico e archeomorfologico, analisi e interpretazione dei supporti telerilevati, studio crono-tipologico dei manufatti rinvenuti, con l’obiettivo di esaminare i processi insediativi e i fenomeni di trasformazione del paesaggio.

Contestualmente alle indagini sono proseguite le attività di comunicazione delle conoscenze acquisite dal progetto Ancient Appia Landscapes, dal 2011 ad oggi: dall’identificazione di Nuceriola, sito menzionato nella Tabula Peutingeriana, nell’insediamento intercettato in località Masseria Grasso (BN), alle ricerche territoriali che hanno permesso di ricostruire il tracciato della via consolare, chiarendo le relazioni con il paesaggio rurale e le forme di organizzazione e gestione del territorio. Tali risultati hanno contribuito alla candidatura della Via Appia Regina Viarum per l’iscrizione nella WHL dell’UNESCO e al riconoscimento quale Patrimonio dell’Umanità, avvenuto nel 2024. Con il supporto del Comune di Apice e dell’azienda Genti delle Alture, l’équipe ha popolato con le attività di laboratorio il paese di Apice Vecchio, abbandonato dopo i terremoti del secolo scorso e oggi riqualificato, promuovendo - d'intesa con la Sabap per le Province di Caserta e Benevento e per le Provincie di Salerno e Avellino - attività di archeologia di comunità e public engagement, con iniziative di trasmissione e disseminazione delle conoscenze rivolte a un pubblico diversificato.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoMinistero della Cultura (MIC)
Direttore ScientificoDaniela Musmeci
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàDaniela Musmeci
PremiAttraverso il progetto AAL, il DiSPaC ha ricevuto, con apposita convenzione con il MiC, la nomina di “centro promotore” per le attività della candidatura del sito “Via Appia Regina Viarum” nella World Heritage List dell’Unesco. Il progetto è stato inoltre selezionato come Caso Studio di Terza Missione dell’Ateneo ai fini della valutazione della VQR 2020-2024.
PartnerINGV sede di Grottaminarda (AV); il centro ICT per i Beni Culturali dell’Università di Salerno; DICiv, Università degli Studi di Salerno; DIFARMA, Università degli Studi di Salerno; GeoGisLab dell’Università del Molise; Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università del Sannio.
Sito Webhttp://www.aalproject.eu/
Periodo di scavo15 Ottobre 2025 - 25 Ottobre 2025

Nel 2019 il Dipartimento di Beni culturali aveva ottenuto una concessione annuale per svolgere ricerche nell’area dell’Anfiteatro. Dopo due anni di fermo a causa del Covid nel 2022  le ricerche sono riprese con una convenzione triennale che ha previsto prospezioni georadar nell’area a nordest dell’anfiteatro con lo scopo di andare ad indagare l’assetto urbano della città e le sue diverse fasi.

L’ultima campagna di scavo si è svolta dal 4 Settembre al 22 Settembre 2023 nella stessa area a nord-est dell’anfiteatro che aveva interessato l’indagine del 2022, individuata a seguito di prospezioni elettromagnetiche che avevano rilevato la presenza di strutture murarie in relazione al limite della città stessa-

Lo scavo, che ha ampliato l’area di intervento già indagata con una trincea di 8x20,  condotto  con il contributo di docenti, dottorandi, specialisti, specializzandi e studenti di laurea magistrale ha consentito di apportare nuovi dati riferibili alla cinta muraria all’interno del fossato, ed alla strada ad essa connessa. Inoltre è stato possibile chiarire le fasi delle strutture pertinenti ad ambienti produttivi, già messi in luce nella campagna precedente, collocati ai margini della città, di cui si riconoscono una serie di pavimentazioni in cocciopesto pertinenti a fasi diverse, poi dismesse in seguito alla costruzione dell’anfiteatro.

 Saggi di approfondimento in questo settore hanno consentito di riportare alla luce in più zone strutture murarie in grossi blocchi di tufo riferibili ad un livello  più antico, probabilmente preromano, che sembrerebbe anche in questo caso costituire il limite della città, con annesse canalizzazioni, su cui si sono poi impiantati i livelli successivi. Lo scavo di quest’anno ha consentito di chiarire i livelli pertinenti alle canalizzazioni per il deflusso delle acque utilizzati anche nella fase di età augustea in relazione alle attività produttive di stampo agricolo

Il saggio è stato ricoperto con tessuto non tessuto, argilla espansa e terra, su richiesta della Soprintendenza per tenere in sicurezza l’area dell’Anfiteatro, fruibile tutti i giorni su richiesta. Per questa nuova concessione ministeriale triennale si intende indagare in profondità un settore già indagato in precedenza al fine di chiarire le stratigrafie ed il rapporto con le fasi più antiche, in verticale ed in orizzontale.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoMinistero della Cultura (MIC)
Direttore ScientificoEliana Mugione
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàAmedeo Rossi
PartnerSoprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Salerno e AvellinoComune di Avella
Periodo di scavo1 Settembre 2025 - 31 Dicembre 2027

Il progetto, nato nel 2021, scaturisce dalla consapevolezza che ad oggi nessuna insula della città di Paestum è stata mai indagata stratigraficamente a partire dai livelli moderni.

Le attività di ricerca, che si svolgono ogni anno nel mese di agosto-settembre, rientreranno nell’ambito delle attività formative (250 ore annue) degli allievi della Scuola Interateneo di Specializzazione in Beni Archeologici delle Università degli Studi di Salerno e di Napoli L’Orientale. Il cantiere è pertanto destinato ad un’alta formazione che prevede da parte degli allievi della Scuola l’affinamento delle tecniche di scavo, l’acquisizione di competenze nella raccolta e registrazione dei dati e in generale dell’Archeologia digitale, nelle problematiche relative al restauro e alla conservazione delle strutture murarie, dei materiali e delle intere aree scavate ma anche nel coordinamento e nella progettazione e realizzazione dell’edizione scientifica dei risultati.

Lo scavo interessa la parte meridionale di una delle insulae della città romana di Paestum, la terza ad ovest del foro, che insiste su un’area urbana della città greca di Poseidonia. Lo scavo, in un’area solo parzialmente indagata negli anni ’50, ha sino ad oggi (2025) portato alla luce un grande complesso termale di circa 1000 m2 con almeno tre grandi fasi edilizie che precedono l’abbandono, lo spoglio e il crollo.

La prima grande fase edilizia riguarda un complesso tardo repubblicano, certamente pubblico, con un grande ambiente decorato con un pavimento in opus spicatum. L’edificio ha il suo ingresso sui portici del grande decumano colonnato (via tecta).

La seconda fase, databile alla fine del I sec. d.C., corrisponde alla trasformazione dell’edificio in un complesso termale che si amplia sino ad occupare il marciapiede colonnato e parte del vicino cardo, prima di circa 7 m e successivamente (inizio II sec. d.C.) ridotto a poco più di 5 m. L’accesso dal decumano consente l’ingresso all’apodytherium e da qui alla palestra agli ambienti freddi e caldi secondo un percorso retrogrado.

La terza fase, databile ai prime decenni del III sec. d.C., corrisponde ad una trasformazione dell’impianto che ora ha un percorso circolare. Per fare ciò viene realizzata una porta nell’ambiente caldo e un piccolo vano di passaggio all’apodytherium da cui si può così guadagnare l’uscita.

Questa fase dura sino alla fine del IV o all’inizio del V sec. d.C. quando il complesso viene abbandonato e spogliato dei suoi arredi e dei materiali da costruzione. Sono state trovate fosse con all’interno parte dei materiali destinati alla calce, resti di statue di marmo o basi di statue con iscrizioni. L’edificio poi collassa, probabile a causa di un terremoto non documentato, tra seconda metà del V e VI sec. d.C. La terra e l’oblio prenderanno il posto dei precedenti edifici.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoParchi archeologici di Paestum e Velia
Direttore ScientificoFausto Longo
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàFausto Longo; Alessandro Campedelli
PartnerParchi Archeologici di Paestum e Velia
Sito Webhttps://www.dispac.unisa.it/ricerca/focus?id=1460
Periodo di scavo1 Settembre 2025 - 30 Settembre 2025

Le indagini condotte dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno sono finalizzate a completare le ricerche avviate nel biennio 2018-2019 e a recuperare informazioni sull’edificio a sud-est del tempio di Athena, all’interno del Santuario Settentrionale della città di Poseidonia-Paestum. All’edificio sarebbero pertinenti alcune terrecotte architettoniche e il materiale, tra cui un numero considerevole di armi, facente parte della c.d. “Stipe di Athena” la maggior parte dei quali già rinvenuti negli scavi degli anni ‘30. I dati archeologici ad ora fanno luce sulla fase di vita del santuario precedente la costruzione del grande tempio in pietra, ovvero dalla fondazione all’inizio del V sec. a.C. Nell’arco del triennio 2024-2026 il progetto prevede di indagare l’edificio a sud-est tanto all’interno quanto all’esterno sui versanti sud, nord ed est. La conoscenza delle strutture conservate in fondazione sono di particolare importanza perché, riportando alla luce i livelli più antichi del santuario e recuperando altri oggetti votivi, sarà possibile inoltre precisare rituali e caratteristiche del culto del santuario fin dalla sua fondazione.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoParco Archeologico di Paestum e Velia
Direttore ScientificoFausto Longo
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàAnna Salzano; Andrea Cucino
PartnerParco Archeologico di Paestum e Velia
Sito Webhttps://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/scavo-presso-ledificio-rettangolare-a-sud-est-del-tempio-di-athena-nel-santuario-settentrionale/
Periodo di scavo25 Agosto 2025 - 30 Settembre 2025

Le indagini più recenti nel sito lucano di Caselle in Pittari hanno l’obiettivo di approfondire le conoscenze del santuario posto a ovest della plateia A e organizzato su due terrazze, ben separate da un salto di quota di circa 1m con un ambitus, e forse collegate da scalinate. La sua organizzazione segue lo stesso canone metrico che caratterizza l’impianto topografico dell’abitato basato sul piede osco (0,275 m.). Nel santuario grande importanza ricopre l’acqua che non solo ne ha condizionato l’ubicazione e la sua articolazione interna, ma che sia nella sua forma naturale sia artificialmente trasportata costituiva l’essenza stessa del culto. A ovest della terrazza superiore, a pochi m dal sacello, affiora una sorgente, forse incanalata in una fontana monumentale cui sono riferibili una vera in blocchi monolitici di un ampio pozzo circolare e una grande lastra quadrangolare con fori per le tubature e incavo per l’alloggiamento di una vasca. Tale sorgente è il fulcro dell’area sacra ed è ipotizzabile che fosse la meta di un percorso sacro che la collegava al santuario. Il deflusso e la captazione delle acque erano garantiti da tubi fittili e canalizzazioni che dalla sorgente le portavano all’interno del santuario per specifici rituali, mentre non è ancora chiara la funzione svolta da un grande canale est/ovest a sud della sorgente, in cui erano stati scaricati materiali votivi e rituali (tegole, vasi da mensa e da cucina, tra cui crateri e hydriai a figure rosse, thymiateria, pesi da telai) in relazione all’abbandono e ripulitura dell’area sacra. Un pozzo quadrangolare, con vera in blocchi di arenaria e pareti in blocchetti, è posto nel cortile della terrazza inferiore, presso gli altari, ed era forse legato ai rituali compiuti dai pellegrini che giungevano nel santuario. Di grande interesse alcuni reperti ceramici contrassegnati da iscrizioni incise che indicano i nomi di almeno quattro divinità venerate nel santuario. 

Si esprime attraverso l'apertura al pubblico del sito archeologico e la partecipazione a varie iniziative inerenti agli ambiti della formazione continua e del public engagement, vale a dire un insieme di attività volte all’interazione con la comunità, al fine di trasferire e valorizzare le conoscenze per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio in cui risiede. Il fine è creare un ponte con la comunità che ci ospita, promuovendo la condivisione del sapere, l’ascolto e il dialogo tra ricercatori, studenti e cittadini.

Nello specifico sono così articolate:

divulgazione

  1. creazione di un nuovo documentario in collaborazione con Giuseppe Jepis Rivello, esperto comunicatore;
  2. partecipazione al programma EDICOLA condotta da Vito Sansone, Rete 7-Canale 99, sabato 28 giugno 2025;
  3. reportage sullo scavo per Rete 7-Canale 99, a cura di Lucia Cariello e Vito Sansone (11 e 18 luglio 2025);
  4. intervista per Radio Alfa (10 luglio 2025);
  5. intervista per Rete 7-Canale 99, a cura di Vito Sansone (10 luglio 2025)
  6. articolo su Ondanews (10 luglio 2025);
  7. intervista 105 tv – TG Estate, a cura di Antonietta Nicodemo (11 luglio 2025);
  8. presentazione delle attività di ricerca e visita guidata allo scavo al gruppo Amici Filelleni (Marco Galdi)
  9. intervista nell’ambito di LA CAMPANIA NASCOSTA di Michele Cammarano, del Gruppo Consiliare della Regione Campania e presidente della Commissione Aree Interne (31 luglio 2025)
  10. reportage sullo scavo da parte di Aldo Olivieri del Il mio viaggio in Cilento (1 agosto 2025)

 

EVENTI PUBBLICI

  1. premiazione nell’ambito del “Caselle Film Festival” (8-10 agosto) per l’attività di ricerca e valorizzazione all’équipe Caselle in Pittari Archaeological Project, 9 agosto 2025;
  2. presentazione dei risultati e delle prospettive della ricerca alla comunità alla fine della campagna di scavo con l’utilizzo di un linguaggio non scientifico nell’ambito della manifestazione “Archeologia sotto le stelle”, Piazza Olmo, Caselle in Pittari 18 agosto 2025, promossa dal Comune di Caselle in Pittari;
  3. partecipazione a “La notte dei ricercatori” con presentazione di un Virtual Tour (11 ottobre 2025)
  4. presentazione delle attività nell’ambito della BIT (Paestum, 30 ottobre/2 novembre)
  5. nell’ambito della manifestazione Archeologia in città organizzata dal Dispac in collaborazione con la Provincia di Salerno, la Soprintendenza ABAP di Salerno e la Fondazione Paestum, e l’Università di Salerno, presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno sarà presentata Una città lucana, Caselle in Pittari, con Rosita Sosto Archimio, Raffaella Bonaudo, Ferdinando di Sarno, Giampiero Nuzzo, Maria Luigia Rizzo, Elena Russo, Michele Scafuro, Antonia Serritella, Luigi Vecchio, Paolo Poccetti, Giuseppe Jepis Rivello (14 novembre 2025)

 

COLLABORAZIONI CON IL TERRITORIO

  1. preparazione in corso di un progetto con il Parco del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni e con il Comune di Caselle in Pittari;
  2. collaborazione per la realizzazione di un video dell’area archeologica con la Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo da utilizzare sui canali social e all’interno di video o spot pubblicitari
  3. 13 ottobre: visita degli allievi e dei docenti della Scuola elementare di Caselle in Pittari e San Giovanni a Piro

 

VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

  1. organizzazione di quattro giornate open day, con apertura dello scavo alla comunità e visite guidate a cura degli specializzandi e dottorandi (10, 17, 24, 31 luglio 2025);

 

COINVOLGIMENTO ATTIVO

  1. Partecipazione a un evento pubblico organizzato da Terre di Resilienza nell’ambito del Palio del Grano (terza domenica di luglio)
StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoMinistero della Cultura (MIC)
Direttore ScientificoAntonia Serritella
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàMichele Scafuro
PremiPremio della critica al documentario “Laurelli, Caselle in Pietra”, realizzato da Giuseppe Rivello in collaborazione con l’équipe dell’Università di Salerno, all’International Cilento Film Festival (sezione documentari italiani)
PartnerDipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Napoli “Federico II”;CNR-IMAA di Tito Scalo (PZ)Comune di Caselle in PittariSoprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e AvellinoMinistero della Cultura
Periodo di scavo1 Luglio 2025 - 31 Luglio 2025

Le attività del 2025 si sono svolte a luglio e a settembre. Due interventi di scavo stratigrafico hanno interessato due zone differenti dell’area archeologica: a est della domus cd. di Vipsanius Primigenius dove è stato ampliato il saggio del 2024; a ovest dell’area indagata tra 2021 e 2023, dove è stato aperto un saggio di 5x5 m.

Il primo intervento ha messo in luce la prosecuzione verso sud del contesto abitativo già individuato, caratterizzato da più fasi costruttive di età imperiale e ormai in abbandono al termine del V sec. d.C.

Il secondo saggio, posizionato lungo la proiezione del decumano, ha verificato in maniera puntuale la larghezza degli isolati dell’abitato, con l’individuazione di un nuovo incrocio tra decumano e cardine. È stato possibile proporre datazioni degli assi stradali e constatare la presenza di stratigrafie più antiche collegabili all’impianto viario della città.

Indagini geofisiche, condotte in collaborazione con l’INGV di Grottaminarda (AV), hanno consentito di avviare una lettura integrata tra strutture emerse e tracce nel sottosuolo, contribuendo a chiarire l’articolazione urbana.

Per quanto riguarda le attività di comunicazione e public engagement, lo scavo è rimasto accessibile in sicurezza per l’intero periodo, offrendo la possibilità di seguire tutte le fasi di lavoro. In collaborazione con il personale del Museo della Dogana dei Grani, sono stati organizzati laboratori didattici, modulati su età e target dei partecipanti, che hanno previsto la simulazione delle principali attività sul campo. Tali iniziative sono strumenti fondamentali per la diffusione della cultura archeologica e per il consolidamento del rapporto tra ricerca e società civile.

Sono state assegnate (con i fondi della Convenzione tra DRM Campania e DiSPaC) quattro borse di studio e un incarico professionale, funzionali allo studio e alla catalogazione dei reperti, alla digitalizzazione dei dati di scavo e alla realizzazione di attività di Open Archaeology

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoMinistero della Cultura (MIC)
Direttore ScientificoAlfonso Santoriello
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàAlfonso Santoriello
PartnerConvenzione con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Salerno e Avellino, la Direzione Regionale Musei Nazionali della Campania e il Comune di Atripalda; il centro ICT per i Beni Culturali, Università di Salerno; DICiv, Università degli Studi di Salerno; DIFARMA, Università degli Studi di Salerno; GeoGisLab dell’Università del Molise; Dipartimento di Scienze e Tecnologie (Università del Sannio); VisivaLab srl (Barcellona, Spagna); SPUN srl (Pagani, SA); INGV sede di Grottaminarda (AV).
Periodo di scavo30 Giugno 2025 - 30 Settembre 2025

Le indagini interessano un settore del Parco Archeologico di Pontecagnano, nel quale è fruibile parte di un isolato di età romana, che si sovrappone alle evidenze di abitato di età etrusco-sannitica.

Le indagini dell’Università degli Studi di Salerno si propongono di definire l’estensione verso nord-est dell’abitato romano e di indagare in maniera più estesa la fase etrusco-sannitica, verificando lo sviluppo in quest’area dell’impianto stradale. Particolarmente significativa è l’individuazione di un asse stradale caratterizzato da una successione di massicciate che dal II sec. a.C. rimontano almeno al IV sec. a.C. Ai lati della strada si sviluppano edifici della fase sannitica, che sono dismessi nel corso del III sec. a.C., quando il tracciato sembra sopravvivere in forma meno curata, inserito ormai in un contesto non più urbanizzato.

In collaborazione con Legambiente, il locale Museo Archeologico e il comune di Pontecagnano Faiano si organizzano visite allo scavo e presentazioni delle attività alla comunità.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
SoggettoDirezione Regionale Musei Campania
Direttore ScientificoCarmine Pellegrino
Responsabile/Coordinatore dell'attivitàCarmine Pellegrino
PartnerUniversità degli Studi del Molise
Sito Webhttps://www.facebook.com/picentiaarchproject/
Periodo di scavo9 Gennaio 2025 - 27 Settembre 2025