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L¿ITALIA DI JULIUS VON SCHLOSSER

Julius von Schlosser (1866-1938) è stato uno dei più grandi rappresentanti della celebre scuola di pensiero viennese. Allievo di Franz Wickhoff, fu venerato maestro della generazione di storici dell’arte e critici più importanti del secolo scorso tra i quali Ernst Gombrich, Hans Sedlmayr, Fritz Saxl, Ernst Kris e Otto Kurz; nel 1901 divenne Direttore delle Collezioni di Scultura e Arti applicate del Kunsthistorisches Museum, nel 1919 conservatore delle collezioni del castello di Ambras, per succedere nel 1922 a Max Dvořák alla cattedra di Storia dell’arte di Vienna. Nel 1923 pubblicò L’arte del Medioevo, mentre nel 1924 fu la volta della monumentale Letteratura artistica, frutto della sua raffinata erudizione umanistica e strumento ancor oggi valido e indispensabile per la conoscenza delle fonti della storia dell’arte di epoca moderna. Studioso rigoroso e attento ai problemi filologici e testuali della ricostruzione scientifica, Schlosser seppe anche indicare la strada verso la riscoperta di argomenti trascurati, come dimostrano i due volumi dedicati alle Raccolte d’arte e di meraviglie del tardo Rinascimento (1908) e alla Storia del ritratto in cera (1911), che aprirono nuovi filoni di ricerca ancora oggi attuali. In occasione dei 150 anni dalla sua nascita s’intende intraprendere, in collaborazione con l’Università di Vienna, un programma di celebrazioni dell’importante ricorrenza con lo scopo di concentrare l’attenzione sulla figura dello studioso e sui suoi legami con l’Italia, in particolare con Adolfo Venturi, padre della disciplina storico-artistica nel nostro paese. A tale scopo sarà avviato un programma di scambio con il professor Sebastian Schütze, che ricopre oggi la cattedra che fu del grande studioso e che è componente straniero del Dottorato in Metodi e metodologia della ricerca archeologica e storico-artistica del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. S’intendono così sondare aspetti poco noti del legame di Schlosser con la cultura italiana dei primi decenni del Novecento, attraverso l’esame di documentazione conservata in Italia e in Austria. Oltre al ben noto rapporto con Benedetto Croce, con cui Schlosser intrattenne un lungo carteggio, considerando l’incontro con il grande intellettuale "vero avvenimento spirituale della mia vita", lo studioso viennese si legò ad altri italiani come ad esempio il fiorentino Giovanni Poggi, scopritore del carteggio michelangiolesco. Grande attenzione alla sua opera fu data da Adolfo Venturi che recensì molti suoi scritti, preparatori alla Letteratura Artistica, nelle riviste “Archivio Storico dell’Arte” e ”L’Arte”, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. S’indagheranno inoltre i fondi fotografici delle fototeche di Adolfo Venturi a Roma e di Schlosser a Vienna per documentare gli scambi tra i due studiosi. A conclusione dei lavori di ricerca si terrà un Convegno Internazionale di Studi presso l’Ateneo salernitano, cui seguirà la pubblicazione del volume con i contributi degli studiosi coinvolti.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.510,00 euro
Periodo28 Luglio 2015 - 28 Luglio 2017
Gruppo di RicercaLORIZZO Loredana (Coordinatore Progetto)