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EMOZIONI E DECISIONI MEDICHE

Nella precedente ricerca, il cancro ha rappresentato un paradigma ideale per lo studio delle strategie di regolazione emozionale connesse alla salute, dal momento che la malattia oncologica può riguardare un’ampia gamma di situazioni, da individui sani con rischio medio di cancro, a individui con alto rischio (ad esempio per predisposizione genetica, o per una precedente esposizione a elementi cancerogeni, o per svantaggio socio-demografico), a individui ai quali è stato già diagnosticato il cancro, a individui che sono sopravvissuti al cancro. Una diagnosi di cancro è un evento traumatico che ha la capacità di sconvolgere le basi stesse del mondo soggettivo. Comporta inevitabilmente l’insorgenza di vissuti intensi e penosi di paura, tristezza e di altre emozioni negative e, corrispondentemente, il bisogno di sostegno, conforto, rassicurazione. In che modo le informazioni emozionali possono essere integrate negli schemi cognitivi e nei sistemi di credenze fondamentali di un individuo che deve prendere decisioni che investono il campo della salute? Infatti, le minacce legate al cancro sono spesso realistiche e complesse; richiedono dunque la capacità continuativa di prendere decisioni, l’aderenza e la modulazione delle emozioni nel tempo.Si intende, pertanto, realizzare una rassegna della letteratura sul rapporto tra decisione e malattia oncologica, evidenziando se nelle decisioni mediche sarebbero opportuno interventi volti ad orientare il paziente verso una maggiore competenza emotiva nel regolare le proprie emozioni. Le azioni e le decisioni interagiscono con le emozioni e ne sono parte a tal punto che “in tutte le fasi del processo emotivo sono soggette ad attività regolatoria (Frijda, 1986/1988, p. 541). Secondo alcuni autori, come Gerd Gigerenzer, la nostra abilità nel decidere, anche in ambito medico, si basa soprattutto su processi estranei alla razionalità, su strategie cognitivamente semplici, veloci ed economiche (le euristiche o “regole del pollice”). Secondo Marewski e Gigerenzer (2012), nel processo decisionale in ambito medico, lo studio delle euristiche deve rispondere ad almeno tre quesiti. La prima domanda è di natura descrittiva: quali euristiche i medici, i pazienti e gli altri soggetti interessati utilizzano per prendere decisioni? La seconda questione è strettamente connessa alla prima, e riguarda la razionalità ecologica (ecological rationality): a quali contesti quella specifica euristica è funzionale, ossia in quali contesti funziona in maniera adattiva e in quali no? Un ultimo aspetto implica le ricadute applicative: come può lo studio del repertorio di euristiche che le persone usano in relazione ai vari contesti aiutare il processo decisionale?È dunque necessario realizzare una sintesi che tenga conto dell’azione congiunta dei due sistemi – intuitivo e analitico – al fine di prefigurare le componenti cognitive ed emotive in gioco nelle decisioni mediche e i legami reciproci che si instaurano tra di esse. Riteniamo che il tipo di processamento delle informazioni potrebbe essere collegato a: 1) a una modalità più efficace di adattamento delle persone durante procedure diagnostiche o regimi di trattamento; 2) può promuovere l’aderenza ai regimi consigliati per gli esami, la diagnosi e il trattamento; 3) può facilitare il processo decisionale basato sulle informazioni a disposizione. Viene ipotizzato che nella presa di decisione i processi rappresentazionali di valutazione emotiva (appraisal), a partire dalla selezione dell’informazione, costituiscono elementi prioritari per la definizione dei piani e per la successiva determinazione delle scelte.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.510,00 euro
Periodo28 Luglio 2015 - 28 Luglio 2017
Gruppo di RicercaGORRESE Anna (Coordinatore Progetto)