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CORPOREITA' E "DASEINSANALYSE" IN BOSS E BINSWANGER

Il lavoro di ricerca, nell’identificare la composita matrice dottrinale, le essenziali articolazioni epistemico-concettuali dell’opera di Ludwig Binswanger, privilegerà il tornante problematico della Leiblichkeit. Saranno, dapprima, ricostruiti e riesaminati il “caso Irma”e il “caso Gerda” (in cui la corporeità si impone come centro gravitazionale del mondo fantasmagorico della prima paziente e del vissuto fobico della seconda). Sarà mostrato come questi due casi, pur esposti e analizzati entro uno schema interpretativo psicoanalitico, segnino, all’interno della riflessione binswangeriana, un primo, decisivo passo di affrancamento dallo statuto freudiano del “corpo pulsionale”.Sarà sottolineato come Binswanger, in seguito, avvii una rilettura della dottrina freudiana alla luce della “disgiunzione”, opposizione (ed insieme della interdipendenza, della integrazione) dell’essere umano come un complesso di azioni vitali, un organismo psicofisico e come persona che si realizza nella continuità di una “storia interiore”. Sarà chiarito come, con il maturare e l’operare della metodica fenomenologico-daseinsanalitica (nella sfera di un sapere psichiatrico rifondato su una ricerca antropologica che restituisce l’uomo nella sua totalità), la corporeità venga a configurarsi come una modalità peculiare dell’esistenza.Sarà evidenziato come la presenza nevrotica o psicotica, tramite la “sintomatizzazione” del Dasein, faccia risaltare la dimensione esistenziale della corporeità. Ad esempio, la presenza isterica si lascia catturare dal corpo, ne adotta il linguaggio; cancellando la memoria del passato, eliminando l’attesa del futuro, ristagna e si seppellisce nel corpo, si consegna ad un sé oblioso di se stesso, ovvero presceglie e promuove un modo di essere “periferico” e non “centrale” della ipseità. La presenza schizofrenica, coinvolta dal manierismo gestico, espone, spettacolarizza il corpo come replica incarnata di stili, di condotte o, trapunta da una crescente modificazione, si contrae in una esistenza corporea su cui si scaricano opprimenti, intrusive, aggressive forze esterne.Inoltre, sarà analizzato il rapporto corpo-spazio, illustrando come il "corpo egoico" e il Leib vibrante entro una gamma di risonanze emotive con il mondo concorrano a costituire, rispettivamente, lo “spazio orientato” e lo “spazio timico”, due forme protospaziali che, per Binswanger, scandiscono i possibili modi di spazializzarsi della presenza. In una seconda sezione della ricerca sarà esaminato il ruolo primario che il corpo occupa nel confronto critico, svolto da Medard Boss, tra la "Daseinsanalytik" e la “filosofia del Dasein”, su cui quest’ultimo impernia i suoi studi di medicina psicosomatica e la conseguente strategia psicoterapeutica. Medard Boss ha tentato di spiegare, in accordo con Binswanger e in dissenso con Carl Gustav Jung, il Sé ontologico dell'uomo, specialmente in "Psychoanalyse und Daseinsanalytik"(1957).Al riguardo sarà preparata e curata una antologia di scritti, in larga parte inediti, di Boss, redatti in preparazione ai noti seminari di Zollikon, scritti in cui il pensiero heideggeriano è assunto come stella polare nell’impostare e modulare la pratica terapeutica.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.610,00 euro
Periodo28 Luglio 2015 - 28 Luglio 2017
Gruppo di RicercaFESTA Saverio (Coordinatore Progetto)
CALABRO' Daniela (Ricercatore)
GAGLIARDI Nicoletta (Ricercatore)
PULLI Gabriele (Ricercatore)