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LA FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO IN ETA' PATRISTICA E ALTOMEDIEVALE

Il progetto di ricerca intende ricostruire la storia dell'evoluzione delle teorie linguistiche dall'età tardo-antica a quella altomedievale.1) In una prima fase, il progetto analizzerà, soprattutto grazie al supporto della ricca letteratura secondaria sul tema, le principali teorie linguistiche sorte e sviluppatesi in età antica, per poi seguirne lo sviluppo in età patristica e altomedievale. In particolare, la ricerca assumerà come chiave ermeneutica di tale evoluzione l'idea che, dinanzi alla manifestazione caotica del sensibile, la filosofia abbia voluto rintracciare, sin dai suoi esordi, nel linguaggio (e nel pensiero che esso esprime) il luogo in cui isolare e astrarre le invarianze immutevoli. Di qui l'esigenza di indagare il linguaggio per comprendere le dinamiche che lo formano, lo sorreggono e ne guidano lo sviluppo. In questa fase, verranno analizzate in particolar modo le teorie di Platone, di Aristotele e degli Stoici, che confluiranno, per strade e in forme diverse, nell'epoca oggetto della presente ricerca.2) In una seconda fase, la ricerca ha come obiettivo evidenziare quali siano stati gli intermediari attraverso il cui tramite il mondo culturale dei primi secoli dell'era cristiana abbia assorbito questo patrimonio di riflessioni d’età classica, con particolare attenzione all'eredità di Cicerone e Varrone.3) In una terza fase, il progetto mostrerà come l'età patristica, pur non presentando studi sistematici sul linguaggio e i suoi problemi, sia stata pervasa da una riflessione costante che, sparsim, ha toccato tutti i temi legati alle teorie lingusitiche (semiotica, nascita del linguaggio, efficacia della comunicazione dialogica, etc.). 4) In una quarta fase verrà analizzata l'età della piena maturazione della riflessione linguistica cristiana, prima con Agostino e poi con Boezio, le cui opere non solo hanno costituito spesso la manualistica di riferimento di singole discipline legate al mondo del linguaggio ma hanno anche costituito il primo tentativo di fornire, del fenomeno linguistico, una compiuta analisi sistematica.5) L'ultima fase del progetto mostrerà gli esiti che la riflessione agostiniano-boeziana ha avuto sui restanti secoli altomedievali, con particolare riferimento ai singoli episodi di riflessione su temi legati al linguaggio e alla più generale sintesi avvenuta in età carolingia. Grazie allo sforzo di Agostino e Boezio e alla ormai acquisita metodologia di studi fondatasi sulle artes del trivium, infatti, l'Occidente latino riusciì a elaborare, tra VI e X secolo, una complessa riflessione sui temi linguistici. Saranno dunque oggetto di analisi gli esempi nei quali il linguaggio, da semplice strumento comunicativo, diventa o protagonista di raffinati divertissement (Virgilio Grammatico, Alcuino, etc.) o oggetto esso stesso di riflessioni sul suo significato, sulle sue tecniche e sulle sue finalità (Beda, Giovanni Scoto, etc.) Lo studio si concluderà con l'analisi dell'evoluzione del problema linguistico tra XI e XII secolo, con l'obiettivo di mostrare la cesura culturale, metodologica e speculativa che separa questi secoli dalle teorie linguistiche d'età scolastica. Nella riflessione di Anselmo e di Abelardo come nel nuovo orizzonte epistemologico porretano, infatti, è evidente il tentativo di portare il linguaggio ai suoi confini espressivi più estremi, nella fiducia che, sorretto da una stringente concatenazione di inferenze logiche, esso possa esprimere in modo perfettamente efficace la verità, pensata non come semplice descrizione fedele di res ma come espressione coerente di un ordine metafisico perfettamente intuito dal pensiero

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.520,00 euro
Periodo7 Novembre 2014 - 6 Novembre 2016
Gruppo di RicercaBISOGNO Armando (Coordinatore Progetto)