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EDUARDO E LA RUSSIA

Nel 1962 la compagnia di Eduardo De Filippo compie una tournée nell’Europa dell’Est spingendosi fino all’allora Unione Sovietica per esibirsi prima a Mosca e poi a Leningrado. Gli spettacoli sortiscono un tale successo di pubblico e di critica da sollecitare un prolungamento delle recite, reso tuttavia impossibile dal mancato consenso delle autorità diplomatiche italiane. La risonanza delle esibizioni della compagnia italiana segue allo straordinario successo riscosso già nel 1956 da Cecilia Mansurova e nel 1959 da Elizaveta Dalskaja, l’una primattrice della Compagnia di Kiev, l’altra della Compagnia di Sverdlovsk, due protagoniste della ribalta provinciale che avevano inaspettatamente portato la drammaturgia di Eduardo in trionfo al Teatro Malyj di Mosca. I testi di De Filippo conoscono l’apice del successo negli anni Sessanta, quando entrano stabilmente nel repertorio di quasi tutti i teatri russi, compresi i teatri amatoriali e accademici, per rimanere poi una costante fino all’inizio degli anni Settanta, quando gradualmente la loro presenza comincia a diradare. Fra i drammi più rappresentati “Filumena Marturano”, “Uomo e gentiluomo”, “Sabato, domenica e lunedì” e “De Pretore Vincenzo”, ma anche opere più dure come “Mia famiglia”. La ricerca si articolerà seguendo due direttrici principali: da una parte indagherà i rapporti fra Eduardo e gli esponenti del mondo teatrale russo, con cui il grande drammaturgo napoletano entra in contatto in occasione della tournée del 1962, un argomento sinora ignorato ma su cui esistono molti documenti inediti conservati sia presso il Gabinetto Viesseux di Firenze sia presso l’archivio di Isabella Quarantotti De Filippo; dall’altra parte individuerà alcuni spettacoli chiave che possano aiutare ad illustrare le peculiarità della lettura russa della drammaturgia eduardiana. Il periodo prescelto sarà racchiuso fra due spettacoli che aprono e chiudono idealmente la fase del grande interesse dei russi per Eduardo. Il primo, “Filumena Marturano” realizzato nella stagione teatrale 1956-57 al teatro Vachtangov di Mosca con la regia di Evgenij Simonov, divenuto un classico e rappresentato fino a pochi anni fa. Il secondo, l’esperimento senz’altro più interessante, “De Pretore Vincenzo”, ribattezzato “Nessuno”, allestito negli anni Settanta al teatro Sovremennik dal regista Efremov con una compagnia di attori formatisi alla scuola del Teatro d’Arte di Mosca. Su questo aspetto sarà necessario realizzare una sessione di ricerche presso le biblioteche di settore moscovite (Biblioteca teatrale VTO, Biblioteka po iskusstvu, Istoriceskaja biblioteka) al fine di raccogliere una ricca ed esaustiva rassegna stampa degli allestimenti presi in esame. Dopo aver raccolto i documenti necessari si procederà alla stesura del relativo saggio.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.520,00 euro
Periodo7 Novembre 2014 - 6 Novembre 2016
Gruppo di RicercaEGIDIO Aurora Maria (Coordinatore Progetto)