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LA NEGAZIONE FREUDIANA: LE QUESTIONI IRRISOLTE.

Il breve scritto freudiano del 1925 "Die Verneinung" – tradotto in italiano con il titolo "La negazione" – è stato definito di volta in volta «oscuro», «enigmatico», «vertiginoso», oppure come «uno dei più stupefacenti scritti brevi di Freud». In esso, Freud 1) descrive il fenomeno dell’esprimere una verità inconscia con l’atto del negarla coscientemente; 2) osserva come lo studio di tale fenomeno permette di individuare l’origine pulsionale dei giudizi intellettivi, intesi sia come giudizi di attribuzione (di una qualità a un oggetto) sia di esistenza (dell’esistenza o meno di un oggetto); 3) individua il fondamento di tale fenomeno nella caratteristica inconscia dell’assenza di negazione; 4) al tempo stesso afferma che i giudizi originari, pulsionali e inconsci, possono essere anch’essi negativi. Ora, benché tale scritto sia stato al centro di un lungo dibattito teorico, in esso permangono almeno tre questioni irrisolte. La prima è appunto: come si può emettere un originario giudizio negativo su di una qualità senza disporre della funzione del negativo? Le altre due questioni sono: 1) qual è l’origine pulsionale del giudizio di esistenza (laddove Freud si sofferma soltanto sull’origine pulsionale del giudizio di attribuzione)? e 2) qual è il rapporto fra i giudizi intellettivi e la loro origine pulsionale? La ricerca che si propone mira a configurare delle possibili risposte a questi interrogativi.

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.620,00 euro
Periodo7 Novembre 2014 - 6 Novembre 2016
Gruppo di RicercaPULLI Gabriele (Coordinatore Progetto)