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LA NARRAZIONE DELLA MALATTIA. STORIE DI VITA DELLE DONNE MIGRANTI NEL SALERNITANO

L'indagine etnografica è centrata sulle donne migranti presenti nel salernitano in quanto sembrano rappresentare una categorie sociale e culturale particolarmente debole, per la quale il tema della salute e della malattia, nel suo intrecciarsi, si presenta particolarmente complesso.Per ciò che riguarda la “domanda di salute” formulata dalle donne migranti, si pone in modo problematico l’esigenza di tradurre e declinare diversamente la stessa “categoria di salute”, verificando la congruenza della domanda espressa con le risposte che dalle istituzioni sanitarie vengono erogate. Domande e risposte direttamente connesse alla questione dell’integrazione, al loro essere vittime di episodi di intolleranza, quando non di esplicito razzismo.Pertanto, si ritiene importante utilizzare il concetto di ciclo della vita, per considerare le domande e i bisogni sociali di salute, per inquadrare la salute all’interno delle fasi essenziali del ciclo della vita. Sulla base di questo approccio saranno analizzate le differenze socioculturali rispetto alla salute e più in generale alla qualità della vita, reale e percepita, per analizzare poi in che modo i rischi biologici interagiscono con fattori economici, sociali e culturali nello sviluppo delle malattie Pertanto, è fondamentale un approccio etnografico audiovisivo volto alla registrazione delle storie di vita in generale e alla narrazione di ciò che esse intendono per malattia e per salute. Con particolare interesse comparativo con ciò che riguarda i loro contesti di origine o provenienza.La ricerca si focalizzerà sul vissuto personale dell’esperienza della malattia e l’indagine andrà pertanto ad analizzare da un lato il modo in cui tali patologie intervengono nell’illness del malato e dall’altro in che modo i servizi sanitari presenti sul territorio salernitano rispondano alle richieste dei migranti.Una siffatta prospettiva di indagine non può non partire da una profonda riconsiderazione critica del pensiero demartiniano sulla “presenza” e sulla sua “crisi”, senza trascurare le prospettive aperte dall’Antropologia medica contemporanea (Scheper-Hughes) la quale, analizzando i “reali vissuti” individuali dei “corpi che soffrono”, approda alle problematiche tipiche dei contesti in cui “i corpi” si rappresentano nella loro sofferenza sulla quale incidono consapevolezze (o inconsapevolezze) individuali ma anche forme di esercizio di quel biopotere in grado di controllare e decidere “politicamente”, senza confrontarsi con i modelli “altri” dello star bene/star male, la sussunzione del “corpo malato” nel “corpo sociale” con le sue regole valide indistintamente (Foucault). Un discorso, quest’ultimo, nel quale si intrecciano problematicamente diversi saperi, pratiche e politiche del corpo (Pizza).FASI DELLA RICERCA:Fase 1 - Individuazione dei contesti di indagine.Fase 2 – Ricerca degli “informatori” e presentazione dialogico-critico-riflessiva degli scopi della ricerca.Fase 3 – Videoregistrazione degli incontri e delle interazioni “sul campo” sui temi della salute e della malattia.Fase 4 – Raccolta di dati non dialogici (foto, documenti, scritti, ecc.) che, opportunamente saranno interpretati con metodi elicitativi contestualmente messi in pratica.Fase 6 – Analisi e studio in laboratorio dei dati raccolti.Fase 7 – Condivisione e discussione dei risultati della ricerca con gli informatori.Fase 8 – Pubblicazione dei risultati a mezzo stampa; realizzazione di DVD.BIBLIOGRAFIA minimaCharon, R.,“Narrative Medicine A Model for Empathy, Reflection, Profession, and Trust”, in JAMA 2001; 286(15), pp. 1897-1902Id.,Patients' Stories as Narrative—Reply, in JAMA 2002; 287(4), pp. 447-448.Good, B.J.,Narrare la malattia. Lo sguardo antropologico sul rapporto medico-paziente,Einaudi, Torino, 2006Pizza, G.,Antropologia medica. Saperi, pratiche e politiche del corpo, Carocci, Roma, 2010Cima,R., Moreni,L., Soldati,M.G.,Dentro le storie. Educazione e cura con le storie di vita, Angeli, Milano, 2010

StrutturaDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
Tipo di finanziamentoFondi dell'ateneo
FinanziatoriUniversità  degli Studi di SALERNO
Importo1.620,00 euro
Periodo7 Novembre 2014 - 6 Novembre 2016
Gruppo di RicercaESPOSITO Vincenzo (Coordinatore Progetto)