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LINGUAGGIO E VIOLENZA: UNA STORIA RETORICA

Secondo una tradizione di pensiero che risale al mondo greco, il linguaggio non solo costituisce la dimensione specifica dell’umano, ma si presenta al tempo stesso come l’opposto ed il sostituto della violenza. Intorno a questa contrapposizione, gli antichi greci costruiscono una duplice differenziazione antropologica: quella tra uomini ed animali da un lato, tra greci e barbari dall’altro. Al tempo stesso, tuttavia, è sempre nel pensiero greco che la persuasione, il luogo concettuale nel quale si colloca il linguaggio come sostituto della violenza, appare connotata con i tratti di una sostanziale ambivalenza, poiché mentre può fungere da garante di un’armoniosa organizzazione dei rapporti sociali, può al tempo stesso diventare lo strumento ed il mezzo per dissolvere questi stessi legami. Se, dunque, nell’ambigua natura della persuasione si riflette la costitutiva ambivalenza del rapporto tra linguaggio e violenza, non sorprende che la retorica, tradizionalmente intesa come l’arte della persuasione, abbia finito per assumere su di sé, da Platone in poi, i rischi e le conseguenze riconducibili a questa costitutiva ambivalenza. L’ipotesi da cui muove il progetto di ricerca è l’impossibilità di esorcizzare tale ambivalenza che corrisponde, di fatto, all’impossibilità di sopprimere o addomesticare il ruolo della retorica nell’esercizio delle pratiche linguistiche. La retorica, allora, offre una sorta di luogo privilegiato dal quale riconsiderare la complessa questione dei rapporti tra linguaggio e violenza. Non si tratta di ripercorrere la storia della retorica e dei tentativi fatti per sopprimerla o addomesticarla, ma piuttosto di servirsi della stessa come di un ‘prisma teorico’ attraverso il quale la relazione tra linguaggio e violenza si offre ad una nuova possibilità di comprensione. Si tratta allora di muoversi lungo la strada tracciata da P. Virno nel suo Saggio sulla negazione. Per una antropologia linguistica (2013). Qui Virno mette in luce l’ambivalenza del linguaggio e le ricadute che essa ha sulla socialità umana. Il suo punto di partenza è l’accettazione dell’ipotesi — confermata dalle ricerche sui neuroni mirror— secondo cui la specie umana possiede una forma di socialità prelinguistica che condivide con altre specie animali. A differenza di quanto si ritiene comunemente, tuttavia, l’innesto del linguaggio su questo livello di base, lungi dal costituirne un potenziamento, ne rappresenta invece una restrizione. La socialità complessa che caratterizza gli esseri umani è dunque il risultato dell’azione erosiva esercitata dal linguaggio sull’originario cosentire che essi condividono con le altre specie animali. Essa si presenta, infatti, nella forma di una cicatrice, poiché è attraverso il linguaggio che l’uomo può arrivare a ricostruire, ma in una forma mai identica a quella primitiva e sempre a rischio di essere nuovamente perduta, quella socialità che il linguaggio stesso ha contribuito a lacerare. Non a caso la forma che assume questa attività di ricomposizione della socialità è tipicamente retorica: «[…] Il discorso persuasivo è la risposta obbligata, essa pure naturale dunque, alla lacerazione che la negazione linguistica ha inflitto all’empatia neurofisiologica». A partire da tali presupposti, la ricerca intende sviluppare una articolata riflessione sulla relazione strutturale che lega linguaggio e violenza. Non si tratta naturalmente di fare una storia completa di tale relazione, che sarebbe del resto impossibile, quanto piuttosto di individuare alcuni autori e luoghi teorici che risultino particolarmente significativi per metterne a fuoco, da un punto di vista prettamente teorico, gli aspetti essenziali. L’analisi si concentrerà inizialmente su due testi antichi: il Prometeo incatenato di Eschilo ed il Protagora di Platone e due moderni: Sulla violenza di H. Arendt e Per la critica della violenza di W. Benjamin.

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.400,00 euro
Project duration20 November 2017 - 20 November 2020
Research TeamSERRA Mauro (Project Coordinator)