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SEVERINO E MATTE BLANCO

Per trasformare l’incontro Parmenide e Severino da una parte e Freud e Matte Blanco da «apparente ed equivoco ad autentico e fecondo», ci si baserà soprattutto su due concetti, il primo freudiano e il secondo matteblanchiano, che sono rimasti aperti e persino enigmatici, in quanto non sono stati sviluppati in alcun modo dai rispettivi autori, e persino se così si può dire fraintesi da essi stessi. E’ il caso soprattutto del primo di questi, l’assenza inconscia di contraddizione, che Freud stesso ha formulato come assenza del principio di non contraddizione. Ma il fatto che in un sistema sia assente la contraddizione non significa affatto che in esso sia assente il principio di non contraddizione. E può anche significare il contrario. La contraddizione, infatti, può essere assente in un sistema non solo perché manchi il principio in grado di rilevarla ma anche, semplicemente, perché non c’è. E può darsi che non ci sia perché il principio che le si oppone – cioè appunto il principio di non contraddizione – è presente in un modo preventivo, in un modo così pervasivo da impedire il determinarsi stesso della contraddizione. Approfondendo e sviluppando questo concetto, dunque, verrà meno l’idea che nell’inconscia sia assente il principio di non contraddizione, idea che è alla base dell’osservazione che l’incontro fra psicoanalisi e pensiero di Parmenide sia apparente ed equivoco. Il secondo concetto che la ricerca mira a elaborare e sviluppare è quello metteblanchiano di totalità indivisibile. Matte Blanco definisce il modo di essere dell’inconscio come una «totalità omogenea e indivisibile», ma poi – benché in un’unica, isolata occasione – afferma di preferire l’espressione «totalità indivisibile», dunque solo indivisibile e non anche omogenea. In tal modo si allontana da Parmenide (almeno dal «Parmenide quale è interpretato dalla tradizione platonico-aristotelico-hegeliana») che non ammette la molteplicità per avvicinarsi proprio a Severino che la ammette. Si svilupperà appunto tale concetto, con particolare attenzione al modo in cui il rapporto fra la parte e il tutto è trattato nell’opera di Matte Blanco e in quella di Severino affinché dal dialogo – divenuto in tal modo possibile - fra i due autori possa scaturire non solo un’illuminazione reciproca, ma da questa, a propria volta, la possibilità di nuovi sviluppi.

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.500,00 euro
Project duration20 November 2017 - 20 November 2020
Research TeamPULLI Gabriele (Project Coordinator)
GORRESE Anna (Researcher)