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LA NOZIONE DI ¿OUSIA¿ IN PLATONE E NELLA TRADIZIONE PLATONICA

La ricerca si propone prima di tutto di verificare la plausibilità della distinzione formulata nel punto precedente. A tal scopo si intende effettuare un'analisi lessicale concentrata sui seguenti dialoghi: Parmenide, Repubblica, Simposio, Fedro, Fedone, Sofista, Teeteto e Timeo. L'aspetto più significativo di una simile indagine risiede nella circostanza che in Platone è ancora in uno stadio incoativo quel processo di tecnicizzazione della lingua filosofica destinato a compiersi con Aristotele. In quest'ultimo il termine ousia indica inequivocabilmente la “sostanza” di un ente individuale, il suo essere proprio. Viceversa in Platone il significato del termine va compreso sempre alla luce del contesto discorsivo e dialogico nel quale si trova. Una particolare attenzione sarà consacrata al celebre passo 509b-c del VI libro della Repubblica, dove si trova formulata la tesi secondo la quale l'idea del bene trasmette alle altre idee “to einai kai ousia”, ossia l'essere e l'essenza, pur non essendo essenza, ma trovandosi “epekeina tes ousias”, cioè al di là dell'essenza. In questo occorrenza ousia indica quasi certamente l'essenza di un'idea, ossia ciò che definisce quell'idea in quanto tale, distinguendola da tutte le altre. In altri passi, invece, con il sostantivo ousia Platone si riferisce senz'altro al complesso delle proprietà comuni o “ideali” delle idee. Una delle ragioni che hanno orientato la decisione di avviare questo tipo di indagine risiene nell'invito rivolto al proponente a tenere un seminario di 2 settimane presso l'Istituto Filologico “San Justin” di Madrid dal titolo “Le fonti filosofiche della concezione cristiana dell'ousia”.

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.600,00 euro
Project duration20 November 2017 - 20 November 2020
Research TeamFERRARI Franco (Project Coordinator)