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IL CINEMA DI FRANCESCO ROSI

Il progetto di Ricerca sul cinema di Francesco Rosi si propone di studiare e approfondire aspetti ancora non del tutto chiariti della sua produzione. I film di Rosi hanno sempre goduto di una ricca bibliografia da parte di critici, di storici del cinema e di storici dell'età contemporanea. Tuttavia, per la delicatezza di alcuni temi trattati, (i famosi misteri della storia italiana: da "Salvatore Giuliano" al "Caso Mattei"), hanno lasciato strascichi e zone d'ombra che non sono state del tutto chiarite. Le stesse reazioni che molte di queste opere hanno provocato, da parte di organi dello stato e dal mondo politico, sono il riflesso di un rapporto problematico che il regista, per gli argomenti che trattava, ha intrattenuto col potere, politico e non solo. Ora, su alcuni di questi film, soprattutto del primo periodo (quello del cinema di "denuncia"), esistono presso l'Archivio Centrale dello Stato di Roma, una serie di fascicoli in cui sono documentare le vicende relative a queste opere nel rapporto con la politica e gli uffici di censura ministeriale. La censura si esercitava sulle opere cinematografiche attraversi modi e iter che costringevano il regista e il produttore del film a presentare la sceneggiatura al ministero e attendere il parere sulla effettiva possibilità di realizzazione del soggetto. Spesso i censori presentavano agli autori una lista dei punti controversi o che non ritenevano accettabili dal loro punto di vista. Le "trattative" che si instauravano tra controllori e controllati, le risposte e gli espedienti che gli autori trovavano per sfuggire al maglio dei divieti, e altre vicende di questo genere, ancora presenti nei fascicoli ministeriali, sono una preziosa fonte di carattere storico sul rapporto tra intellettuali e potere. Per questo motivo, una rilettura dell'opera di Rosi, alla luce dei documenti ministeriali (inediti) che sono stati rinvenuti nei fondi dell'Archivio Centrale dello Stato, potrà gettare nuova luce sull'iter di alcune delle opere del primo periodo (la censura fu riformata con una legge del 1962 e quindi si cambiarono regole e regolamenti in vigore fino a quel momento) e quindi sulle stessa versione finale di alcuni di questi film. Inoltre, il sottoscritto possiede una serie di audio-registrazioni di interviste concesse dal regista nel corso di alcuni incontri dell'ultimo ventennio. In questo caso, si può mettere a confronto la documentazione archivistica con la testimonianza diretta dell'autore delle opere. Inoltre, la scomparse recente di Rosi, ha provocato un incremento di saggi e studi critici sulla sua opera che permettono una più matura e definitiva valutazione della sua produzione cinematografica complessiva. Tutto questo, e cioè il materiale archivistico inedito, la testimonianza diretta del regista (per la gran parte anch'essa inedita) e la riflessione storico-critica, seguita alla sua scomparsa, consente di riconsiderare tutta l'opera del regista alla luce di nuovi elementi che si aggiungono alla pur ricca bibliografia esistente. Infine, chi scrive queste note si ripromette di approfondire un aspetto della produzione cinematografica di Rosi che è stato, a mio parere, ingiustamente trascurato anche dalla critica specializzata. In altre parole, è il caso di approfondire il Rosi dell'ultima parte della carriera, il Rosi "lirico", autore di opere importanti e di grande spessore, ma che non sono state valutate per quello che meritano per la semplice ragione che la critica corrente, legata alla fase del cinema di "denuncia", non ha saputo riconoscere nel Rosi lirico qualità simili a quelle del Rosi epico. Anche in questo settore, una rilettura, serena e approfondita di una parte importane dell'opera cinematografica del regista, porterebbe a risultati nuovi e originali.

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.610,00 euro
Project duration28 July 2015 - 28 July 2017
Research TeamIACCIO Pasquale (Project Coordinator)
CAVALLO Pietro (Researcher)