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DINAMICHE INSEDIATIVE IN UN CENTRO DELLA LUCANIA INTERNA: CASELLE IN PITTARI

La ricerca ha come oggetto di studio le dinamiche insediative che hanno interessato l’antico centro lucano di Caselle in Pittari posto tra il Vallo di Diano e il golfo di Policastro, a poca distanza da Roccagloriosa insediamento al quale, negli studi passati, era stato messo in stretta relazione di dipendenza. La ricerca sarà articolata in diverse fasi, da attivare nel corso del tempo, e seguirà percorsi diversi, ma complementari, Grazie ad una costante e proficua collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, che ha già concesso i permessi di studio, sarà possibile accedere ai documenti di archivio. Pertanto la prima fase sarà dedicata al recupero, elaborazione ed informatizzazione della documentazione di scavo di tutti i saggi eseguiti all’interno dell’area in cui insiste l’insediamento. Successivamente saranno analizzati filologicamente i reperti mobili, che saranno conteggiati per classi e quelli più significativi documentati fotograficamente e graficamente, così da avere sufficienti elementi di valutazione per un corretto inquadramento cronologico dei contesti. L’analisi sistematica dei documenti di scavo e di reperti mobili dovrà consentire di elaborare le piante di fase dell’insediamento.La seconda fase sarà dedicata all’analisi dei documenti di archivio relativi alle sepolture riportate alla luce negli anni Ottanta, poste a circa trecento metri a nord-ovest dell’insediamento, e sarà eseguito lo studio dei corredi, al fine di comprendere il rapporto esistente fra l’abitato e la necropoli.Una terza fase della ricerca riguarderà indagini diagnostiche di tipo non invasivo da eseguire sia all’interno dell’area già acquisita dallo Stato sia nei territori posti immediatamente all’esterno per definire la reale estensione dell’insediamento e se possibile chiarire la sua organizzazione nel corso del tempo.Saranno acquisite le foto aeree ed effettuata la fotointerpretazione, al fine di individuare l’eventuale presenza di altre strutture nell’area. Sarà effettuata un’analisi sistematica con il georadar (di proprietà del Laboratorio di Archeologia “M.Napoli”) che rappresenta, in campo archeologico, il principale progresso strumentale degli ultimi anni, poiché consente di leggere anomalie nel terreno anche a dieci metri di profondità. All’interno e all’esterno dell’area sarà eseguita una ricognizione sistematica ed intensiva, che risulta uno strumento fondamentale, anche se non esclusivo, per la ricostruzione dei paesaggi del passato. L’obiettivo è comprendere non solo la reale estensione dell’insediamento antico, ma anche il suo rapporto con il territorio circostante. La messa in sistema dei dati provenienti dallo studio dei documenti di scavo e dei reperti mobili, nonché dei dati provenienti dalle analisi diagnostiche non invasive consentiranno di definire meglio le dinamiche di sviluppo dell’insediamento e, verosimilmente, di stabilire se esiste un rapporto gerarchico con Roccagloriosa o se invece sia possibile ipotizzarne uno sviluppo parallelo. Andrà inoltre chiarito l’ambito di influenza esercitato da ciascuno dei due centri non soltanto in un rapporto di reciprocità, ma anche rispetto alla costa del golfo di Policastro dove comincia a prendere spessore quella realtà indigena che fece fallire il tentativo di fondazione reggina.

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.520,00 euro
Project duration7 November 2014 - 6 November 2016
Research TeamSERRITELLA Antonia (Project Coordinator)