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CONOSCENZA PRATICA ED ESPERIENZA MORALE NEL DIBATTITO CONTEMPORANEO

Il progetto di ricerca intende chiarire il rapporto tra conoscenza pratica ed esperienza morale e, in particolare, in che modo sia possibile parlare di oggettività dal punto di vista della conoscenza pratica. In base alla fondamentale distinzione tra conoscenza teoretica e conoscenza pratica, il tema dell’oggettività risulta essere non più questione esclusiva della conoscenza scientifica.Il punto di partenza della ricerca non può che essere rappresentato da Kant e dal modo in cui intende la conoscenza pratica. In Kant, quando si parla di legge morale «non si tratta della conoscenza della natura degli oggetti che possono essere dati alla ragione in qualche altro modo, ma di una conoscenza che può diventare il fondamento dell’esistenza degli oggetti stessi, e per la quale la ragione ha la causalità in un essere razionale, cioè della ragion pura, che può essere considerata come una facoltà che determini immediatamente la volontà» (KpV 5, 47). In questo senso, come ha osservato recentemente un interprete, una conoscenza pratica (practical cognition), nonostante sia una “conoscenza” (cognition), non assume la conoscenza (knowledge) come suo obiettivo. L’obiettivo di una conoscenza pratica è una determinazione della volontà che indirizza quella volontà a dare origine ad oggetti e non a conoscere un oggetto già esistente. Può essere necessario conoscere qualcosa affinché le nostre volontà siano dunque determinate; nondimeno, una conoscenza è pratica quando riguarda solo quelle proposizioni conoscitive che confermano la capacità di determinare una volontà all’azione. Così, anche se la conoscenza della legge morale non è ancora essa stessa una determinazione della volontà in direzione della produzione di oggetti, essa è inevitabilmente connessa con il movimento in direzione di tale produzione, e non ha altro scopo che garantire tale produzione. La consapevolezza di una obbligazione morale è dunque una conoscenza pratica nel senso che essa è una conoscenza il cui scopo non è la conoscenza di un oggetto ma piuttosto la determinazione della volontà (Cfr. J. Grenberg, Kant's Defense of Common Moral Experience: A Phenomenological Account, Cambridge University Press, 2013, p. 274).Si tratta allora di capire in che senso la conoscenza pratica sia davvero oggettiva e se l’esperienza morale possa o meno essere un elemento fondativo. Dal punto di vista kantiano, c’è anzitutto bisogno di una nozione di oggettività intesa non come corrispondenza ad un oggetto, ma come validità intersoggettiva.Se, secondo Grenberg, la conoscenza pratica fondamentale per la filosofia morale è la conoscenza dell’obbligazione categorica basata sull’esperienza morale, secondo Engstrom la conoscenza pratica è una conoscenza razionale, nel senso che ha origine nella ragione, nella nostra capacità cognitiva, piuttosto che nell’esperienza; ed è pratica, non teoretica, nel senso che ha una certa efficacia per quanto riguarda il suo oggetto, il bene, o «ciò che deve essere». Kant identifica la ragion pratica con la volontà, così che la volontà è intesa propriamente come la capacità di conoscenza pratica. Poiché la conoscenza razionale risiede nei giudizi, la conoscenza della volontà risiede nei giudizi pratici, giudizi tramite cui determiniamo che cosa dovremmo fare; e in quanto razionali, questi giudizi hanno origine in principi pratici.Come appare chiaramente dal contrasto tra la posizione di Grenberg e quella di Engstrom, la ricerca sarà volta, a partire da Kant e attraversando l’interpretazione del rapporto tra conoscenza etica ed esperienza morale sviluppata da Hermann Cohen, ad individuare quale sia la relazione possibile tra conoscenza pratica ed esperienza morale, tenendo conto della problematicità di tale relazione

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost1.400,00 euro
Project duration7 November 2014 - 6 November 2016
Research TeamCAMMAROTA Gian Paolo (Project Coordinator)
CANTILLO Clementina (Researcher)