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VERITÀ  E LINGUAGGIO NELL'ENCOMIO DI ELENA DI GORGIA

La nuova interpretazione dell'Encomio che sta prendendo forma ruota intorno alla valorizzazione della sua dimensione metalinguistica. Sebbene essa non sia finora passata inosservata, non ha tuttavia ricevuto l'attenzione che merita. In particolare la dimensione metalinguistica conferisce al testo una struttura paradossale che è necessario tenere presente per poterlo interpretare correttamente. Il paradosso delineato da Gorgia opera su due distinti livelli: 1) dalla descrizione fornita nel paragrafo 13 si ricava che il linguaggio, ogni tipo di logos (Gorgia significativamente non fa distinzioni) opera al livello della doxa o più precisamente all’interno di una competizione tra doxai concorrenti. Ora, poiché Gorgia ha definito il suo stesso discorso come logos se ne dovrà ricavare che, per quanto possa a prima vista apparire paradossale, anche la verità veicolata dal discorso gorgiano e a cui si allude nell'incipit dell'Encomio si colloca, dunque, pur sempre nell’ambito della doxa. Si tratta cioè di un’opinione che se da un lato risulta vera perché si propone come confutazione di un’opinione precedente, dall’altro non ha le caratteristiche di una verità inconfutabile poiché una volta formulata si espone essa stessa al rischio di una successiva ed ulteriore confutazione. 2) L’equivalenza che Gorgia stabilisce tra logos e necessità, presentando il discorso stesso come una forza costrittiva determina le seconda parte del paradosso. Se il testo gorgiano ci persuade che Elena è innocente, lo fa convincendoci, tra l’altro, che la persuasione è identica alla costrizione, ma di conseguenza anche il nostro essere persuasi si rivela l'effetto di una 'violenza'. D’altra parte, poiché il testo svela il meccanismo all’opera nel processo persuasivo, esso sembra voler mettere in guardia il destinatario dal pericolo di soggiacervi. Solo comprendendo il paradosso che si cela all’interno del testo di Gorgia, il lettore potrà affermare di aver compreso le regole che hanno ispirato questo gioco (Gorgia definisce il suo testo appunto un 'gioco' nel paragrafo conclusivo) e soprattutto le conseguenze che ne derivano. Esse possono essere sintetizzate nel modo seguente: 1) Ogni uso del linguaggio chiama in causa la persuasione2) Ogni tentativo di persuadere qualcuno ricorrendo al linguaggio deve essere considerato una pratica di tipo agonistico 3) Indipendentemente dalla sua abilità retorica il parlante espone le sue affermazioni ad una discussione e ad una eventuale e sempre possibile confutazione 4) Allo stesso tempo chi dispone di una particolare abilità retorica acquisisce un potere che peraltro non può monopolizzare5) L’acquisizione di questa abilità, in particolare nella sua dimensione metalinguistica, appare in questa luce quanto mai necessaria. Da un lato, infatti, è solo l’uso del logos che consente all’uomo di entrare a pieno diritto e senza ricorrere ad alcuna ulteriore conoscenza tecnica nella sfera del politico, dall’altro è a questo stesso logos che egli deve necessariamente sottomettersi, poiché è solo per il suo tramite che, pur nella contrapposizione di opinioni differenti, è possibile produrre seppure sempre momentaneamente ed in maniera instabile il consenso sociale su cui si regge la sopravvivenza della città. Secondo l'interpretazione che si propone, l'Encomio, conformemente alla sua originaria finalità ‘didattica’, contiene una lezione che rimane ancora oggi quanto mai attuale: esso ci mette in guardia dal ritrovarci, nella nostra veste di cittadini, nella condizione dell’Elena di turno.L'interpretazione avanzata è già stata in parte esposta e messa alla prova con le seguenti comunicazioni presentate a convegni internazionali: Between nature and culture: on the metalinguistic function of rhetoric(Bruxelles 16-18 maggio 2013)Money, rhetoric, democracy: what ancient Greeks can tell us (Braga 22-23 giugno 2013)Toward an epistemology of rhetoric: the role of opinion in Gorgias and Aristotle (Chicago 24-27 luglio 2013)

DepartmentDipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC
FundingFondi dell'ateneo
FundersUniversità  degli Studi di SALERNO
Cost500,00 euro
Project duration11 December 2013 - 11 December 2015
Research TeamSERRA Mauro (Project Coordinator)