Laboratorio di Antropologia "Annabella Rossi"

Laboratori, Centri, Biblioteche, Aule Multimediali

Membri

ESPOSITO VincenzoResponsabile Scientifico

Ubicazione:

  • Edificio B Secondo Piano Locale 001

Il Laboratorio “Annabella Rossi” orienta le sue attività in tre direzioni:

la prima è la ricerca scientifica, soprattutto nell’ambito delle discipline demoetnoantropologiche e di quelle affini;

la seconda è la didattica in forme laboratoriali dei Beni culturali, delle scienze sociali, della pratiche della rappresentazione individuale e collettiva. Tali filoni di attività sono accessibili da parte di docenti e studenti del DISPAC dell’Università di Salerno, ma anche di ricercatori e studiosi che, a vario titolo e livello di competenza, siano interessati alle attività del Laboratorio e ai materiali documentari raccolti, ordinati e custoditi;

la terza riguarda lo scambio e l’approfondimento delle tematiche antropologiche misurate sul fronte dell’attualità socio-culturale, stimolando momenti di riflessione collettiva e aperta a discipline affini (sociologia, economia eccetera).

A questi tre filoni privilegiati si è aggiunto, nel corso degli ultimi anni, un lavoro seminariale, approfondito e duraturo, con gruppi di studenti (dalle provenienze diverse, da Beni culturali a Filosofia, al Davimus) che mirava raccoglie e utilizzare una documentazione visiva o sonora, orale o scritta per studiarne le possibili interpretazioni: una palestra teorico pratica che nata sperimentalmente ha avuto in questi ultimi anni un grande seguito tra gli studenti. E questo con una significativa apertura verso i filmati etnografici e i classici dell’antropologia visuale quale momenti di riflessione e di contatto per il lavoro, la ricerca, la didattica.

Ogni anno accademico il Laboratorio Annabella Rossi ha registrato e documentato una frequenza di circa mille persone.

Si può quindi affermare che la ricerca scientifica nell’ambito delle discipline demoetnoantropologiche e di quelle affini è la base delle attività del Laboratorio. Ne sono protagonisti innanzitutto i docenti e studiosi che a vario titolo sono, per motivi istituzionali, per contiguità disciplinare o per vocazione, collegati al Laboratorio. Poi, e soprattutto, gli studenti — dottorandi, perfezionandi, laureandi, studenti di vari corsi di studi e varie annualità — che hanno obblighi o interessi ad approfondire con dirette esperienze di “campo” la loro formazione specifica nelle discipline demoetnoantropologiche e in quelle affini.

Vista l’assidua e consistente presenza di studenti, e le richieste di conoscenze e approfondimenti visivi, che muovono principalmente dalle documentazioni etnografiche per toccare il confronto con un più generico e comunque interessante “cinema etnografico” sono state organizzate visioni di repertori e proiezioni di film in forma seminariale per l’approfondimento della conoscenza dello strumento audio visuale per l'interpretazione antropologica.

Didattica, Ricerca e Consulenze

Istituzionalmente, la ricerca si sviluppa intorno ai finanziamenti universitari. Sempre di più, però, nel corso degli anni essa si muove entro la cornice di incarichi per conto terzi. Inoltre, essa è spesso al confine con la didattica, per la parte connessa a tesi di laurea. Infine, altre forme di attività di ricerca di volta in volta vengono valutate ed eventualmente accolte dal Direttore scientifico a seguito di una valutazione di congruità e correttezza scientifica e istituzionale.

In generale, il nesso ricerca-didattica è significativamente presente ed implicito anche quando non direttamente espresso, in quanto in tutte le attività ed esperienze che coinvolgono studenti, la pratica di ricerca è sempre anche didattica della ricerca.

Più specificamente, il Laboratorio fornisce consulenza e supporto a tutti gli studenti che ne facciano richiesta, in particolare e soprattutto a quelli dei Dipartimenti umanistici che, nelle loro varie attività trovano necessità di indicazioni relative alle discipline demoetnoantropologiche e di consulenze tecnico-scientifiche.

Da oltre un quindicennio, il Laboratorio Annabella Rossi è sede di un seminario permanente di studio sui linguaggi e sulla comunicazione nelle sue molteplici manifestazioni: verbale (orale, scritta), musicale, iconica, audiovisiva, fotografica, digitale, teatrale, ecc.

L’archivio audiovisivoTORNA SU

La struttura permanente del Laboratorio è l’Archivio Audiovisivo delle Tradizioni popolari del Mezzogiorno, fondato dal professor Paolo Apolito a partire dal corpus di documenti sonori, fotografici ed audiovisivi raccolti dalla professoressa Annabella Rossi e dai suoi collaboratori negli anni Settanta del secolo scorso e poi arricchito dalle successive indagini del professor Apolito e dei suoi collaboratori, prima con la cattedra di Storia delle Tradizioni popolari della Facoltà di Magistero e poi con quella di Antropologia culturale della Facoltà di Lettere e Filosofia. Attualmente è in corso di svolgimento la digitalizzazione dell'intero corpus di materiali e documenti presenti.

Campus in festa

Non va dimenticato che il Laboratorio è stato per molti anni la sede delle discussioni, delle elaborazioni e delle pratiche organizzative relative a “Campusinfesta”, la festa-seminario che si è svolta nell'Università di Salerno ogni anno per quattordici anni.

La manifestazione, riusciva a creare un'atmosfera ludica, socializzante e al tempo stesso cognitivamente significativa, è anche stato un esperimento di didattica universitaria, nella direzione di un modello che non trascuri le dimensioni emozionali e motivazionali accanto a quelle istituzionali e scientifiche dell'università.

Nei giorni di “Campusinfesta” e in quelli immediatamente precedenti, il Laboratorio si stendeva fino a comprendere lo spazio esterno, dove ai generici partecipanti alla festa (circa diecimila nel giugno 2008, nonostante le avverse condizioni atmosferiche) offrendo una dimensione di socialità positiva, e consentendo una esperienza di conoscenza "sul campo" che comprendeva dimensioni cognitive ed emotive insieme.

Ricerche e convenzioni

Il responsabile scientifico del Laboratorio, prof. Vincenzo Esposito, rappresenta il Dipartimento nell’accordo di collaborazione tra il comune di Lacedonia, il Mavi (Museo antropologico visivo irpino) e il Dispac dell’Università degli Studi di Salerno.

La collaborazione riguarda la ricerca scientifica, la valorizzazione e la promozione del Patrimonio Culturale materiale e immateriale del comprensorio di Lacedonia e della Valle del Calaggio con particolare riferimento al Fondo costituito dalle foto scattate dall’antropologo visivo prof. Frank Cancian nel 1957 a Lacedonia in occasione della sua ricerca etnofotografica sulla comunità, i suoi appunti scritti in quella occasione e tutti gli scritti successivi.

La ricerca porterà alla realizzazione di un filmato di ricerca e di un volume edito a mezzo stampa.

Inoltre, il responsabile scientifico del Laboratorio rappresenta il Dipartimento nell’accordo con la Fondazione Cassa Rurale di Battipaglia per l’’esecuzione di un’attività di ricerca/consulenza/formazione avente ad oggetto «LA RISCOPERTA DELLA MASCHERA EBOLITANA DI “ZEZO” DELLE MANIFESTAZIONI CARNEVALESCHE AD ESSA COLLEGATE E COMPARABILI».

Entrambe le attività si avvalgono della collaborazione del prof. Ugo Vuoso e del Dr. Antonio Severino.

È stata avviata, come servizio generale rivolto all’Ateneo, una fase di ascolto e di riflessione sulle modalità attraverso cui si sta manifestando il “cambiamento” culturale nelle gestione delle relazioni sociali nel periodo pandemico e postpandemico (Covid19). La strategia di ricerca riguarda tutti gli afferenti e tutti i SSD presenti nel laboratorio e può essere ricompresa in quell’approccio multidisciplinare definito “Medicina narrativa”-

Docenti Afferenti

Gabriele Frasca, Anna Gorrese, Gabriele Pulli, UgoVuoso

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